Scegliere un formato non è un dettaglio del manifesto. Il formato decide l'attrezzatura da installare, il numero di giudici da trovare, la durata della giornata e il modo in cui si calcola la classifica. Un organizzatore che sbaglia si ritrova con tre giudici per venti atleti, oppure con una giornata che sfora di tre ore.
Freestyle, giudicato da una giuria
L'atleta ha un tempo definito, di solito da sessanta a novanta secondi, per concatenare quello che sa fare. I giudici valutano su criteri annunciati in anticipo, in genere difficoltà, esecuzione e creatività, a volte flow o presa di rischio. Ogni giudice valuta ogni criterio e la somma fa il punteggio.
È il formato più spettacolare e il più difficile da arbitrare. Serve una giuria dispari per evitare lo stallo, una griglia scritta che gli atleti leggono prima, e un supervisore capace di chiudere una contestazione. Tre giudici bastano per un evento locale, cinque diventano necessari appena c'è un titolo in palio.
Streetlifting, misurato dal carico
L'atleta solleva un carico aggiunto su movimenti a corpo libero, soprattutto il pull-up e il dip, spesso completati dallo squat e dal muscle up. Ogni movimento si svolge su tre tentativi, con un'apertura dichiarata alla pesata e un carico che sale. Il totale delle migliori alzate viene rapportato al peso corporeo da un coefficiente.
È il formato più vicino a un meeting di forza. Servono una pesata per categoria, cinture di zavorra, dischi e una squadra che carica e scarica tra un tentativo e l'altro. In cambio la classifica non si contesta quasi mai, un'alzata valida è un'alzata valida.
Endurance, contata in ripetizioni
Massimo di ripetizioni in un tempo definito, oppure tempo di tenuta su una statica. Il giudice conta, convalida o rifiuta secondo gli standard di ampiezza annunciati. È il formato più semplice da far girare, non serve né pesata né giuria, basta un giudice per atleta.
È anche il miglior punto di partenza per una prima edizione. Si può fare su due sbarre, non serve attrezzatura specifica e la classifica non si discute. Molti eventi la tengono come turno di apertura prima di passare al freestyle nel pomeriggio.
La battle a eliminazione, la finale del freestyle
Dopo una qualifica, i migliori si affrontano in duelli a eliminazione. Ogni duello mette di fronte due atleti che passano uno dopo l'altro, e i giudici scelgono un vincitore invece di assegnare un punteggio. Decide la maggioranza della giuria, il vincitore sale di turno. La costruzione del tabellone e il voto per duello sono descritti nella pagina battle a tabellone.
È questo che riempie una sala. Il pubblico capisce subito un duello, mentre non riesce a leggere una scheda di punteggio. In compenso serve una qualifica per riempire il tabellone, e un tabellone da otto significa già sette duelli, quindi mettici il tempo in programma.
La tabella per decidere
| Formato | Giudici necessari | Attrezzatura specifica | Difficoltà organizzativa |
|---|---|---|---|
| Endurance | Uno per atleta alla sbarra | Nessuna | Bassa |
| Freestyle | Una giuria dispari da 3 o 5 | Nessuna, ma una piattaforma sgombra | Media |
| Battle a eliminazione | La stessa giuria del freestyle | Un tabellone visibile | Media, più una qualifica |
| Streetlifting | Da uno a tre per piattaforma | Cinture, dischi, bilancia | Alta |
Far girare più formati nella stessa giornata
Niente vieta di far girare due formati nella stessa giornata, e molti eventi lo fanno. La regola che evita i disastri è non mischiare mai due formati in una sola classifica. Ogni formato diventa la sua categoria, con i suoi iscritti, la sua piattaforma e il suo podio. La pagina competizione di street workout mostra come una stessa competizione gestisce freestyle, resistenza e streetlifting, ognuno con la sua classifica.
L'unico caso in cui si sommano è un combinato annunciato come tale fin dall'iscrizione, con una scala che dice esattamente quanto pesa ogni turno. Un atleta che scopre il giorno stesso che la sua endurance vale un terzo della sua classifica freestyle non torna.
Domande frequenti
- L'endurance, senza esitare. Un giudice per atleta, nessuna attrezzatura specifica, una classifica che nessuno può contestare. Il freestyle lo aggiungi alla seconda edizione, quando hai una giuria che sa come si fa.
- Una giuria dispari, tre in ambito locale e cinque appena c'è un titolo in palio. Il numero dispari evita la parità, e un supervisore sopra la giuria chiude le contestazioni.
- Sì, fissa la categoria e rompe la parità sui totali uguali. Una finestra di pesata si apre per categoria, di solito due ore prima del primo tentativo.
- Tecnicamente sì, sorteggiando il tabellone, ma perdi il senso sportivo. È la qualifica che fa incontrare i migliori in finale invece che al primo turno.